Gen 13 2018

AVEZZANO. IL TERREMOTO. I PEDAGGI AUTOSTRADALI. DE ANGELIS. L’INFLUENZA.

di Pierluigi Palladini

AVEZZANO – Il De Angelis questa mattina sembrava aver superato se stesso. Alla manifestazione contro gli aumenti autostradali, ma questa non è una novità, presente al suo posto l’assessore Mazzocchi e la sua fascia. Lo scalpore vero, invece, l’ha fatto stamattina alle 10 il non vedere il primo cittadino di Avezzano alla stele sul Salviano per la cerimonia dei 103 anni dal terremoto di Avezzano del 1915. A sostituirlo l’assessore Guido Gatti con la sua fascia insieme alla Presidente del Consiglio comunale Iride Cosimati.

Il De Angelis avrebbe comunicato, per il tramite della Cosimati, di essere febbricitante e quindi impossibilitato per motivi di salute ad essere presente alla manifestazione. Insomma, una non notizia, messa in questo modo. E allora sarà meglio tutti insieme fare un’operazione della memoria e riavvolgere il nastro di 26 anni e tornare al primo anno da Sindaco di un certo Mario Spallone.

Al momento del suo insediamento già più vicino agli 80 anni che ai 70. In dieci anni in cui ha avuto l’onore, come diceva lui, di indossare la fascia di Sindaco di Avezzano, il Professore non ha mai mancato un solo appuntamento. E dire che problemi ne aveva un po’ per l’età, un po’ per l’incosciente baldanzosità che lo ha caratterizzato fino alla fine. Uno che andava a fare le giunte con la broncopolmonite.

E passiamo al decennio targato Antonio Floris, anche lui medico anche lui rigorosissimo nel rispetto delle istituzioni e dei loro doveri. Anche in quel caso non c’è stato un solo 13 gennaio che non abbia visto il dottor Floris, che non aveva gli anni di Spallone ma che di certo avrà avuto ogni tanto anche un solo raffreddore o un’influenza, al suo posto a ricordare chi perì sotto le macerie e al freddo di quel maledetto inverno 1915.

E arriviamo all’ultimo quinquennio, quello targato Giovanni Di Pangrazio. Sicuramente il più giovane del trio, ma sicuramente anche quello che ha avuto l’onore ma anche l’onere di organizzare e gestire le cerimonie del Centenario del Terremoto del 1915. Un obbligo nel non scadere nella retorica inutile, nel cercare di varare un calendario che scavasse molto nell’attualità del problema sismico e degli edifici pubblici, che guardasse in avanti e non solo indietro, che nel ricordare chi morì in quella immane tragedia, si volgesse anche lo sguardo a che drammi di quel genere non si ripetessero mai più grazie alla conoscenza, alla tecnologia e soprattutto alla volontà della buona politica. Di Pangrazio non solo è riuscito nel costruire questo evento lungo un anno, ma, e le foto sono lì a testimonianza, è stato presente a tutti gli appuntamenti più importanti e spesso anche a quelli di contorno, convinto che quell’evento avesse un significato che andava oltre la mera celebrazione e così a seguire fino alla fine del suo mandato. Eppure anche lui, probabilmente, in qualche occasione non sarà stato bene, avrebbe volentieri preferito restare a casa sua o fare altro. Ma c’era. Sempre.

«Non è sottile la differenza, ma domandarsi oggi dove fosse il Sindaco del capoluogo marsicano – afferma l’ex assessore all’Ambiente Roberto Verdecchia -  è doveroso. Due appuntamenti da non perdere: Memorial Salviano assente seppur degnamente sostituito; casello autostradale L’Aquila Ovest assente. Un insulto alla città ed alla popolazione marsicana se non ci si impegna per il ricordo alla memoria di trentamila morti ed a chi, tutti i giorni per lavoro o altro, è costretto a sobbarcarsi gli aumenti del pedaggio autostradale. Capisco che nell’incontro istituzionale nella residenza comunale era presente pronto ad omaggiare gli ospiti – conclude Verdecchia – ma altrettanto doveva esserlo dove noi tutti ogni giorno affrontiamo i nostri viaggi, disagi ed a che prezzo».

E allora, influenza o no, tachipirina, cortisone, antibiotico, antivirale o antinfluenzale che sia, resta solo un fatto, ingiustificabile. Grave. «Sindaco De Angelis: Assente».

Commenti disabilitati




I commenti sono chiusi.